il rogo
Decine di vittime intrappolate nel palazzo popolare a Nord di Notting Hill. Il rogo partito da un frigorifero
Brucia un grattacielo. Due italiani tra i dispersi
ENRICO FRANCESCHINI
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA
L’ESTATE calda dell’Inghilterra diventa sempre più lunga: dopo il terrorismo e l’instabilità politica, un inferno di fuoco. Il rogo scoppiato all’una di notte che distrugge un grattacielo di Notting Hill, nel cuore di Londra, ha un bilancio iniziale, destinato a crescere, di 12 morti, 70 ricoverati in ospedale per ustioni, ferite e asfissia, tra cui 18 in condizioni critiche, e decine di dispersi: qualcuno dice 100, qualcuno 200, fra i quali due italiani, Gloria Trevisan e Marco Gottardi, giovani architetti veneti. «Il peggiore incendio che ho visto in trent’anni di carriera», afferma Dany Cotton, capo dei pompieri di Londra. Bisogna risalire ai giorni del Blitz, i bombardamenti nazisti, o addirittura al “great fire” del 1666 che distrusse interi quartieri della città, per una tragedia simile provocata dalle fiamme. «Come un film dell’orrore», racconta Mickey, miracolosamente sfuggito alla sciagura, tra testimonianze di bambini gettati dal decimo piano per salvare loro la vita — uno ce l’ha fatta, preso al volo da un uomo di sotto — e persone che si buttano a capofitto nel vuoto, sfracellandosi al suolo, impressionante deja vu dell’11 settembre di New York.
LE CASE POPOLARI
A differenza delle Torri Gemelle newyorchesi, qui non c’entra il terrorismo. La Grenfell Tower che brucia nella metropoli sul Tamigi, alzando al cielo un fumo che si vede da chilometri, non è un “inferno di cristallo” bensì di cemento armato, non un “falò delle vanità” bensì della povertà: un alloggio popolare costruito nei primi anni ’70 per dare una casa agli indigenti, come ce ne sono tanti a Londra, cosparsa di misere torri come questa. E una speculazione potrebbe essere la causa del disastro: una serie di violazioni delle norme anti-incendio, probabilmente con l’obiettivo di arricchire architetti, società di costruzioni, imprese di manutenzione. «Vogliamo risposte per quello che è successo», avverte il sindaco Sadiq Khan. «Ci sono delle lezioni da imparare in questa terribile storia», gli fa eco il leader laburista Jeremy Corbyn. Le indagini sull’accaduto potrebbero produrre incriminazioni per omicidio colposo. E una nuova, più severa regolamentazione. In serata parte l’ordine di ispezionare tutte le altre torri di questo tipo.
I SOCCORSI
Alta 24 piani, con 120 appartamenti e circa 600 inquilini, la Grenfell Tower sorge a pochi isolati di distanza dal mercatino delle pulci di Portobello Road visitato da milioni di turisti e dalla strada dove sino a qualche anno fa esisteva la libreria del film “Notting Hill”. È un quartiere di lussuose residenze da 10 milioni di sterline (12 milioni di euro) o più: qui abita l’ex-primo ministro David Cameron. Ma accanto alle case dei ricchi ci sono le “Council Houses” di immigrati e povera gente. «Mi hanno svegliata le sirene delle ambulanze », dichiara sua moglie Samantha: è tra quelli che prestano soccorsi agli scampati, una gara di solidarietà che coinvolge una chiesa anglicana, una moschea, ma soprattutto centinaia di anonimi residenti. Offrono vestiti, coperte, cibo, una parola di conforto, a sopravvissuti che hanno perso tutto — tranne la vita.
00,54: TRAPPOLA MORTALE
È mezzanotte e 54 minuti quando i vigili del fuoco ricevono la prima telefonata. Sei minuti dopo, i primi mezzi giungono sul posto: alla fine ci sono 200 pompieri e 40 autobotti che lottano contro le fiamme, ininterrottamente, fino alla notte successiva. La miccia dell’incendio potrebbe essere un frigorifero o un fornello esploso in un appartamento al quarto piano. Fumo e fuoco si diffondono a velocità impressionante. Comincia così la fuga dall’inferno. «Ero al settimo piano, stavo per addormentarmi, quando ho sentito le grida dei vicini», ricorda Mickey. «L’allarme anti-incendio non ha funzionato o era così debole che non si udiva. Il corridoio era già invaso di fumo. Ho messo una coperta in testa alle mie bambine, spinto mia moglie e siamo corsi giù per le scale. Appena fuori ho guardato in su e ho visto un corpo cadere dall’alto». Ci sono eroi come il musulmano Ahmed, sveglio grazie al Ramadan, che va di porta in porta a dire a tutti di fuggire. Ma per molti è troppo tardi, la via verso il basso è sbarrata dalle fiamme: si può solo rimandare la morte salendo verso il tetto. «Ho sentito bambini gridare aiuto, aiuto, non lo scorderò mai”, dice Amina, e scoppia a piangere.
CORDOGLIO
«Sono profondamente rattristata », commenta Theresa May. La nuova emergenza rinvia le trattative sul governo, rinviando di conseguenza pure il Queen’s Speech e l’inizio dei negoziati sulla Brexit. Non bastavano terrorismo e instabilità. Londra brucia e la lunga estate calda della Gran Bretagna continua.
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LANCIO NEL VUOTO
Si sentiva gente gridare. Una madre ha lanciato il suo bambino dal decimo piano, avvolto in una coperta
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IN FUGA
Con mia moglie e le mie figlie siamo corsi giù per le scale, appena fuori ho visto un corpo cadere dall’alto
FOTO: © AFP PHOTO/ NATALIE OXFORD